Di love story, dove le lacrime scorrono a volontà il cinema ce ne ha regalate molte, ma mai come in The light between oceans di Cianfrance, questo supera ogni previsione. Un melò, dai toni drammatici, il regista porta sullo schermo la storia di un uomo, che dopo la prima guerra mondiale, per superare il dolore accetta di sposare una donna e portarla vivere in isola deserta, dove lui è il guardiano del faro. Un paradiso australiano, due attori da urlo, la coppia del momento Vikander-Fassbender, inseparabili anche nella vita, due novelli Adamo e Eva a cui si aggiunge una bambina neonata ritrovata su una barca a remi, vicino al padre morto.
Tutto sembra filare liscio, finchè si scopre che esiste una vera madre che ancora cerca la sua bambina, è l’inizio della tragedia che si consuma fotogramma dopo fotogramma, Alicia Vikander innonda lo schermo delle sue lacrime. Cianfrance, bravissimo nel portare sullo schermo i sentimenti, qui eccede nel groviglio sentimentale arrivando ad essere melenso e togliendo spontaneità ai personaggi, che sembrano solo presi dall’assecondare l’esigenza del regista. Il regista porta alla luce prima l’incontro tra Tom-Isabel per poi passare alla storia di Hannah e al racconto della perdita del marito e della bambina, questo passare da una cosa all’altra senza avere niente che le unisca, toglie spessore alla storia banalizzandola, togliendole il groviglio sentimentale che contraddistingue le emozioni fin ora raccontate dal regista. Una pellicola molto lunga, un finale inaspettato che lascia filtrare il sole nella tempesta, tante aspettative per un risultato poco convincente.
Adele de Blasi