Tiro Libero: recensione -film-dreamingcinema

 Tiro Libero- Dario è un giovane di 25 anni, di buona famiglia leader di una squadra di basket, gran successo con le donne che però tratta da vero stronzo senza alcun rispetto. Durante una partita cade a terra e gli viene diagnosticata una malattia incurabile e degenerativa, Dario è costretto a cambiare vita. Purtroppo è un ragazzo arrogante, spocchioso, dall’ego smisurato che va  in Chiesa a parlare direttamente con Dio pretendendo la guarigione. Una condanna ai lavori sociali, per via di un incidente che ha causato a una ragazza che fa cadere dal motorino e umilia pesantemente, lo porta a confrontarsi con un gruppo di aiuto per disabili. Al centro ha un incontro-scontro con la bella Isabella, che fa la volontaria in un centro per anziani e ragazzi , Dario  sarà messo alla prova dovrà allenare una squadra di ragazzini in sedia a rotelle, forse è l’occasione giusta per cambiare.

Un film molto edulcorato che pone in primo piano e santifica il valore del volontariato e da una chance al  protagonista di cambiare per ritrovare una giusta dimensione di vita. Molto didascalico e poco incisivo, il regista sceglie la via della semplicità elogiando il valore del volontariato e non ci mostra nessun percorso di cambiamento di Dario, prevale l’elemento favola rosa. I bambini sulla sedia a rotelle tenerissimi, dolcissimi non si ribellano mai a qualsiasi ingiustizia subita, anche la donna del desiderio, Isabella, è una specie di santa pronta a comprendere e perdonare, se per un istante gli adulti sembrano sfuggire alla favola ma poi piombano irrimediabilmente nella più densa melassa.

Adele de Blasi

DATA USCITA : 21 settembre 2017
GENERE : drammatico
REGIA:  Alessandro Valori
ATTORI: Simone Riccioni, Antonio Catania, Maria Chiara Centorami, Biagio Izzo, Paolo Conticini.
DISTRIBUZIONE : Rainbow e Linfa Crowd 2.0
PAESE : Italia
DURATA: 93 min.

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Autore: Adele De Blasi

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