“Un anno con Salinger “è un film diretto da Philippe Falardeau e sarà nelle sale dall’11 novembre. La pellicola è tratta dal romanzo omonimo di Joanna Rakoff e ha aperto la 70esima edizione del Festival Internazionale di Berlino. Dopo aver lasciato gli studi di specializzazione universitaria per diventare scrittrice, Joanna Rakoff (Margaret Qualley) viene assunta come assistente da Margaret ( Sigourney Weaver), l’agente letteraria di J.D. Salinger. L’incarico della ragazza è quello di rispondere alle migliaia di lettere degli ammiratori del famoso scrittore in maniera formale. Col passare del tempo, catturata dalle parole che giungono da tutto il mondo, Joanna inizia a personalizzare le sue risposte.
Il film è ambientato a New York, negli anni novanta. Nel libro l’agenzia dove si svolge gran parte dell’azione, è descritta come un luogo rimasto fermo nel tempo. Il regista ha trovato il luogo ideale a Montreal, dopo mesi di ricerche. Elise de Blois ha creato il set basandosi sulle descrizioni del romanzo. Il risultato è un ambiente vintage nel quale si usa ancora la macchina da scrivere ed è bandito il computer, considerato più un impedimento che un’opportunità. Questi due oggetti evidenziano i temi contrastanti che la storia mette in atto: letteratura e business, successo e privacy, vecchio e nuovo, amore e ambizione. Margaret Qualley dà vita a una ragazza molto talentuosa che crede nelle sue capacità. L’attrice candidata all’Oscar Sigourney Weaver è un agente austero e sempre impeccabile che però nasconde delle debolezze.
Un anno con Salinger mostra il mondo dell’editoria da dentro ma la storia a tratti risulta poco interessante. La presenza dell’autore de Il giovane Holden è un po’ forzata ma mette nello spettatore la voglia di leggere o rileggere il romanzo e scoprire il suo mondo.
Maria Vittoria Guaraldi