Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza

Ci sono pellicole, tanto colte quanto raffinate, di norma molto apprezzate negli ambienti festivalieri, delle quali i pregi esaltati da un pubblico di nicchia diventano paradossalmente difetti agli occhi di fruitori più commerciali.

E’ questo il caso di “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza” – vincitore della settantunesima edizione del festival di Venezia -, tragicommedia suddivisa in trentanove “quadri”, che narra di due venditori di maschere e denti da vampiro.
Andersson, regista che dimostra di possedere un intelletto fine, miscela il solito gusto nonsense scandinavo ad innovazioni linguistico/immaginifiche permesse da un’ abile e ragionata decodifica dello strumento digitale.
L’errare quasi strascicato dei protagonisti – i quali potrebbero essere benissimo personaggi creati dalla penna di Beckett – conduce a soffermarsi, in maniera neppure troppo seria – e la poca seriosità è stranamente l’elemento più inquietante -, sulla flagellazione che l’uomo infligge a sé stesso nell’invenzione e nella reiterazione del quotidiano e, quindi, sull’impossibilita di trarne godimento.
“Il piccione seduto su un ramo…” nasconde dietro vari elementi – farsa/dramma; apatia/agonia; morte/marketing –  la fine annunciata e/o già avvenuta della nostra presunta contemporaneità. La stasi, dunque l’attesa, diventa illusione del divenire, dunque ricerca – ricerca che, quindi, è destinata a fallire -, andando a determinare la condizione attuale-eterna-senza scampo dell’umanità:
En cherchant Godot.
Antonio Romagnoli
imm
DATA USCITA 19 febbraio 2015
GENERE Commedia drammatica
ANNO:  2014
REGIA: Roy Andersson
ATTORI: Holger Andersson, Nisse Vestblom, Lotti Törnros, Charlotta Larsson, Viktor Gyllenberg
DISTRIBUZIONE: Lucky Red
PAESE:  Svezia
DURATA: 100 min


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Author: Adele De Blasi

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