Una Vita, Une Vie-recensione-dreamingcinema

Nella Normandia ottocentesca, la nobile Jeanne, figlia di proprietari terrieri, sposa il visconte locale Julien de Lamare, scoprendone dolorosamente la ripetuta infedeltà. La donna affida, così, tutto il suo amore al figlio Paul, che, crescendo, si rivelerà una delusione ancora più bruciante. Tratto dal romanzo omonimo di Guy De Maupassant, ‘Una vita‘ ha l’ammirevole capacità di tradire con fedeltà il testo d’origine per approdare a una forma narrativa squisitamente cinematografica. Stéphane Brizé assume il punto di vista della protagonista Jeanne per raccontarne  l’intimità e il dolore, ed attraverso ellissi, flashback e sbalzi temporali in avanti e all’indietro, riesce a rendere alla perfezione lo scorrere del tempo in una vicenda che copre l’arco di quasi 30 anni.

Abbandona, così, il più tradizionale andamento cronologico del romanzo, facendo emergere il presente dal passato, e viceversa, e congiungendo ogni elemento nella mente di Jeanne, attraverso il passaggio da un momento della vita all’altro, da un ricordo all’altro. Fondamentale ai fini del racconto è, inoltre, la scelta del formato 1.33, che rende le inquadrature quasi quadrate, evidenziando il senso di costrizione della protagonista, e divenendo specchio limpidissimo della sua anima in tumulto. Brizé aggiunge l’uso della camera a mano, che crea con l”arcaico’ formato 1.33 una interessantissima miscela tra presente e passato, tesa a sottolineare la modernità di una vicenda dal sentire universale. Evitando, inoltre, l’iconografia e gli stereotipi del film d’epoca, così come la ricerca di immagini calligrafiche e poco realistiche, Brizé incanta con una regia raffinatissima e mai banale, che sfrutta splendidamente la fotografia affatto pittorica di Antoine Héberté e la sorprendente componente musicale (pianoforte e suoni naturali) che conduce nelle percezioni psichiche di Jeanne, seguendo il movimento inquieto delle inquadrature.

Straordinaria, infine, la prova attoriale di Judith Chemla, presente in ogni scena del film, che afferra l’invisibile del suo personaggio e il suo particolare rapporto col mondo: quello di una donna innocente, che stenta ad abbandonare l’infanzia, capace di vedere solo la bellezza, rannicchiata in un nido soggetto alle intemperie. Jeanne inevitabilmente vedrà sgretolarsi i suoi sogni, pagando duramente le conseguenze delle sue scelte di vita, vedendo la tragedia nascere proprio dall’amore e dalla purezza. Anche se, come afferma la frase finale, la vita non è mai così bella o così brutta come uno se la immagina.

Alberto Leali

DATA USCITA : 1 giugno 2017
GENERE : Drammatico
REGIA: Stéphane Brizé
ATTORI: Judith Chemla, Jean-Pierre Darroussin, Yolande Moreau, Swann Arlaud, Nina Meurisse
DISTRIBUZIONE : Accademy two
PAESE : Franci Belgio
DURATA: 119 min,

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Autore: Adele De Blasi

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