NETFLIX : Wendell & Wild

Dalle menti di Henry Selick e Jordan Peele prende vita un nuovo stop-motion, originale Netflix. Wendell & Wild ci racconta la storia di una giovanissima senza speranze, marchiata da una qualità unica nel suo genere. Kat (Lyric Ross) è rimasta orfana a seguito di un tragico incidente. Testimone della morte dei suoi genitori, se ne addossa le colpe, convinta che all’età di soli 5 anni avrebbe potuto salvarli. La sua vita prende una strana piega quando torna nella città natale, per avere una seconda possibilità e redimere i suoi misfatti.

Il marchio Selick è come sempre ben riconoscibile: storie con demoni e stregoneria, che tendono verso il mondo dell’orrorifico. Ma di horror ci può essere ben poco quando il target si concentra sugli adolescenti. Allora l’emozione che rimane è quella del disgusto, suscitata da insetti spiaccicati, fluidi corporei, vermi e resuscitazioni varie ed eventuali. È bello vedere come, su questi schemi già noti, si costruisca una storia che contemporaneamente li ribalta. Le classiche “bulle” diventano ora amiche. Troviamo un personaggio transessuale che, come ben sappiamo, non avrebbe avuto la stessa (e giusta) accoglienza solo qualche anno fa.

Gli antagonisti mantengono quelle caratteristiche tipiche da cartone per bambini, rendendoli buffi da vedere, con atteggiamenti sopra le righe. Eppure il concetto di male si allontana da quello classico, ciò che, d’altronde, è sempre stato lo scopo di Selick. Il Male vero, reale, risiede sempre fra gli uomini, anziché nel più sospettabile oltretomba. Il worldbuilding non è dei migliori, incapace di suscitare il fascino tipico dei lavori di Selick. Wendell & Wild rimane comunque un prodotto godibile e senza troppe pretese.

Claudia Amelia

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Author: Adele De Blasi

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